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Quando Thomas Edison prima e Emile Berliner dopo fecero emettere a quell’enorme corno di ottone un filo di musica forse sapevano la portata della loro scoperta. Cento anni dopo il disco 33 giri si confermava come il supporto per riprodurre musica più diffuso. Il 45 giri era la miglior rappresentazione del marketing musicale di quel periodo. 
La vera rivoluzione del disco è stata la diffusione in tutte le case di musica. La creazione di un mercato che prima non era mai stato nemmeno concepito. La musica registrata in studio diventa un fenomeno di massa.

Io sono stato completamente travolto dalla magia del giradischi, dalla sua ritualità. Mi avvicino allo scaffale e con un dito passo in rassegna i dischi rigorosamente ordinati per autore. Scelgo un disco, Joni Mitchell - Court and Spark, lo prendo dallo scaffale e apro la sua copertina. Al suo interno ci sono i testi. Così aperto riesco a malapena a reggerlo ma le dimensioni generose permettono di leggere senza problemi le parole. Poi estraggo il disco con la sua bustina. Non è mai abbastanza protetto. Poi estraggo il disco dalla sua bustina e lo pulisco con un panno delicatissimo. La piastra è già pronta per accogliere il 33 giri. Il movimento della puntina dalla sua sede a sopra il disco dura giusto a sufficienza il tempo per posare copertina e bustina del disco sullo scaffale. Una vota atterrata sul disco io sono già sul divano trasportato dalla voce della cantautrice canadese.

L’industria discografica si è molto evoluta dagli anni ‘70. Oggi il modo di fruire la musica è radicalmente cambiato. CD, musica in streaming, YouTube, tutti con lo stesso intendo di soddisfare la nostra continua fame di musica nuova. Nonostante tutto la domanda rimane: perchè il grammofono, perchè tutto questo?

Il grammofono è il simbolo delle mie domeniche spese nei mercatini dell’antiquariato a cercare l’ennesima occasione uscita fuori dagli anni ‘70. Il grammofono è il simbolo del mio momento di relax. Il grammofono è un viaggio nel tempo: se voglio sentire un concerto del 1959 di Bill Evans come avrebbe fatto un ragazzo nato nel 1929 ho un solo modo per farlo il più fedelmente possibile. 


Il grammofono sono io che presento il mio personale modo di vivere la musica, tutta la musica. 

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